Sant’Antimo

Pochi giorni fa, in occasione di uno speciale festeggiamento, siamo tornati all’Osteria Robebuone di Vimercate (via Carlo Borromeo 5). Ci eravamo già stati l’anno scorso e due loro prodotti in particolare ci sono rimasti ben impressi nelle papille gustative. Un vino, ovviamente, e un formaggio molto speciale. Il vino era un Bolgheri, una garanzia se si vuole godere di un ottimo pasto, ed il formaggio era un pecorino sardo al tartufo. Un sapore incredibile che unisce la bontà notissima del pecorino e quella più ricercata del tartufo. Sono rimasta talmente colpita da questo prodotto che l’ho cercato in lungo e in largo, ma senza risultati. È una delizia molto rara e viene venduta da noi soprattutto all’ingrosso. Cercando in internet ho trovato alcuni consorzi che propongono l’acquisto online, presto so che mi farò tentare e ne ordinerò una forma. Vi farò sapere…

Da Robebuone propongono un piatto di pecorino sardo al tartufo abbinato a delle fette di bresaola. Non ero una grande amante della bresaola e ho scoperto solo ultimamente perché. Ero solita comprare quella già affettata del supermercato, molto asciutta e poco saporita. Qualche mese fa poi una mia amica (food blogger) mi ha regalato un pezzo di bresaola da 600 gr arrivata direttamente dalla Valtellina e da qui ho scoperto che è una cosa meravigliosa. Tempo di resistenza alla golosità: poco meno di una settimana. Stupenda tagliata a fette grosse con il coltello.

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Il piatto era accompagnato da gnocco fritto, una delle loro specialità. La frittura è leggerissima, lo gnocco rimane asciutto e di un bel bianco, non sovrasta i sapori degli abbinamenti, anzi li esalta al massimo. Come secondo ho ordinato delle fettine di manzo all’inglese, servite con un purè ottimo.

Cena a dir poco meravigliosa ed ora vino! Siamo stati incuriositi da un vino toscano, Olmaia Col D’Orcia – Sant’Antimo. La Denominazione di Origine Controllata Sant’Antimo è permessa solo ai vini ottenuti dalle uve cresciute nella zona di Montalcino, in modo da tutelare al massimo la produzione di questi luoghi. Le tipologie di vini protetti sono molte, si trovano anche vini bianchi, Novello e Vin Santo con uve bianche o rosse. Si fornisce così un’ampia gamma di prodotti che rispondono perfettamente ad ogni abbinamento gastronomico. Il Sant’Antimo ha avuto il riconoscimento DOC nel 1996. Leggendo gli articoli della disciplinare di produzione sono rimasta molto colpita dalla loro severità, è rigoroso il controllo sul territorio di produzione e viene prestata grandissima attenzione a modalità di imbottigliamento, conservazione e immagine dell’etichetta; il tutto per vietare in modo assoluto “caratterizzazioni non consone al prestigio del vino”.

Le uve del nostro Olmaia sono Cabernet e la bottiglia è datata 2007,  il vino è lungo e persistente in bocca, corposo; la gradazione è 15%. Stupendo. La raccolta delle sue uve viene effettuata a mano, scegliendo i grappoli migliori. Il coloro è rosso rubino, pieno. Ad ogni sorso si percepisce tutta l’attenzione e la passione che ci sono dietro alla produzione di un vino così sublime.

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2 thoughts on “Sant’Antimo

  1. Bellissimo post e bellissima descrizione…mi hai fatto venire l’acquolina in bocca ;-). Sono felicissima di averti fatto cambiare idea sulla Bresaola. La prossima volta andremo insieme a fare food & wine shopping in Valtellina! bax ely

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