Settesoli – Seligo

Dopo Ottoventi, si va di Settesoli, anche questo un vino siciliano ma bianco. Mi è stato detto dal proprietario della mia vineria preferita, che i bianchi siciliani sono poco apprezzati qui al nord. In molti infatti credono che il bianco per eccellenza provenga dalle zone più nordiche della nostra Italia, ma non è così. Ho scoperto che i bianchi siciliani sono ottimi e assolutamente da rivalutare.

L’azienda Settesoli, fondata nel 1958 a Menfi, produce per i consumatori “di tutti i giorni” che vogliono gustare un ottimo vino da acquistare direttamente al supermercato sotto casa, distribuisce infatti i suoi prodotti alle principali catene d’Italia come Carrefour e Ipercoop. Non per questo la cantina è da sottovalutare, infatti possiede il 5% del vigneto della Sicilia, essendo la più grande azienda vitivinicola siciliana e addirittura il più grande vigneto d’Europa con i suoi 6.000 ettari. Per garantire qualità e territorialità, su ogni bottiglia della cantina Settesoli è impresso un codice di identificazione con cui è possibile percorrere tutto il passaggio produttivo del vino fino al suo vigneto di origine.

Settesoli fa parte inoltre della Strada del Vino delle Terre Siciliane ed il paesaggio vinicolo di questo territorio è anche stato scenario del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa pubblicato proprio nell’anno di fondazione dell’azienda.

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Parliamo del Seligo bianco, di colore giallo paglierino intenso. Vino composto da Grillo e Chardonnay rispettivamente per il 50%. Il suo profumo fine e delicato tende al dolce, ricordando quello delle albicocche e degli agrumi della terra siciliana. Gradazione alcolica alta, 13%, quindi persistente in bocca e ottimo abbinato a piatti di pesce. Un vino che ha conquistato la Medaglia d’Oro al Gran Premio Internazionale Mundus. Come scritto sull’etichetta, Seligo deriva dal latino e significa scegliere/selezionare, l’esatta filosofia dei piccoli viticoltori di questo grande vigneto.

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A mio parere personale, credo che questo vino dia il meglio di sè abbinato a prodotti tipici della sua terra circondata dal mare. Ho voluto quindi aprirlo per accompagnare un piatto di pesce con polipo e prezzemolo, mazzancolle, semi di sesamo e zucchine e piccola porzione di spaghetti allo scoglio. Ha esaltato al massimo i sapori, compensando ottimamente il gusto delicato del pesce.

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